Collezioni scientifiche

L’osservatorio meteo sismico (1426-1797)

Al piano terreno del museo due sale accolgono la strumentazione antica dell’Osservatorio meteo-sismico Pio Bettoni di Salò, istituito nel 1877 nella torre di Santa Giustina e tuttora operativo grazie alla collaborazione con l’ente CRA-CMA per la meteorologia e con l’INGV per le rilevazioni sismiche.
L’osservatorio meteorologico, dal 1889 estese le sue osservazioni alla sismologia: grazie alla lucidità e lungimiranza del suo primo direttore Pio Bettoni e alla lunga, ininterrotta serie di osservazioni, ha rilevanza europea. 

Attraverso la strumentazione conservata e in parte restaurata in occasione dell’allestimento museale, è possibile ripercorrere l’evoluzione dell’osservazione e della registrazione dei dati e dei fenomeni meteorologici e sismici dagli strumenti ottocenteschi fino agli attuali sensori elettronici.
Di particolare interesse sono inoltre l’arredo e la strumentazione degli anni Quaranta con i due sismografi Wiechert, tuttora nella collocazione originaria, e con l’impianto per la preparazione, affumicatura e asciugatura dei sismogrammi.

La collezione anatomica di Giovan Battista Rini

La collezione di preparati anatomici di Giovan Battista Rini (1795-1856) è una notevole testimonianza delle sperimentazioni sulla tecnica della pietrificazione, tesa a conferire una consistenza lapidea a corpi, singoli organi o parti anatomiche attraverso l’impregnazione con minerali.

L’attività di anatomista di Rini a Salò (che dal 1849 si accompagnò all’insegnamento universitario presso l’ospedale cittadino) mette in luce da un lato l’affermarsi anche nella città gardesana di una cultura scientifica laica e la condivisione di aggiornati metodi di studio e documentazione medica, e dall’altro il difficile clima politico e culturale del Lombardo-Veneto, dove – dopo i moti del 1848 – l’Austria aveva chiuso licei e università, autorizzando solo l’insegnamento privato.

La riscoperta e valorizzazione dei gabinetti anatomici costituisce un capitolo significativo della museologia e della storia della scienza che in questi anni ha portato al recupero di alcuni importanti nuclei comprendenti cere e preparati (Lodi, Napoli, Bologna, Siena).

La collezione di 18 preparati anatomici qui conservata è quanto resta dei 39 destinati all’ospedale di Salò da Rini nel testamento del 1856 in assenza di eredi che perseguissero gli studi medici; fu il nipote Pietro Rini a perfezionare il legato nel 1909 accompagnandolo dalla documentazione fotografica qui esposta. Lo studio, il restauro e l’esposizione al pubblico restituiscono alla conoscenza scientifica un importante episodio delle ricerche scientifiche in Italia alle soglie del positivismo.