Propaganda per immagini

La sezione racchiude una parte dei manifesti di una collezione privata dedicata alla propaganda del regime fascista tra il 1922 e il 1945. Per una dittatura la propaganda è essenziale, e quella fascista non fece eccezione. Venne usato ogni strumento - giornali, radio, comizi - ma soprattutto la nascente "civiltà dell'immagine". I manifesti, spesso curatissimi nella grafica, coprivano i muri d'Italia con messaggi categorici (e a cui non era possibile replicare), sia per sottolineare le realizzazioni del regime, sia per indicare al popolo obiettivi e necessità.
Naturalmente erano più numerosi, fino all’ossessione, nei momenti più drammatici, come nel periodo di guerra e della Repubblica Sociale Italiana.
Nel 1935 fu nominato un ministro speciale per la propaganda, con lo scopo dichiarato di dare un'immagine corretta e reali del fascismo, confutando ambiguità e menzogne sostenute dagli avversari. Le tematiche sono varie: il culto del Duce, la propaganda elettorale, quella filo-tedesca e anti-americana, il sociale, l'esaltazione del progresso, dell'efficienza dello stato e degli ideali del regime quali l'onore, il coraggio, il disprezzo per chi non collaborava.

Oggi sono proprio quei manifesti, in particolare, che ci ricordano il valore della pace e della libertà.

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